
Canudis
L’appartamento Burning Pride e il design contemporaneo che incontra la calligrafia
A Galatina, dentro un palazzo ottocentesco, Burning Pride nasce da un’operazione precisa: prendere gli elementi più riconoscibili dell’architettura salentina e portarli fuori dalla loro immagine consueta.
L’appartamento, progettato dalla designer Gloria Colazzo per Canudis, non cerca infatti di ricostruire un’idea tradizionale della casa pugliese. Le volte a stella e a crociera, le nicchie, le pietre e le proporzioni dell’edificio storico vengono mantenute, ma sottoposte a un trattamento radicalmente contemporaneo fatto di colori saturi, campiture geometriche, arredi pop e interventi grafici.
È proprio in questo passaggio che entra la calligrafia di Marta Lagna.
Non come decorazione aggiunta a un progetto già concluso, ma come intervento pensato per occupare e reinterpretare alcune delle superfici più importanti dell’appartamento: una parete del living, una volta a stella, una sedia e una nicchia.
Il risultato è un interno in cui la scrittura cambia scala. Una frase può diventare un manifesto, un testo può trasformarsi in una trama, una singola parola può dare un’identità a un oggetto.
Burning Pride: il colore come struttura dello spazio
Burning Pride occupa 150 mq al primo piano dello storico edificio e comprende due camere da letto, due bagni, cucina, zona living e un terrazzo privato.
Il progetto di Gloria Colazzo lavora innanzitutto sul colore. Il living è costruito attraverso una netta divisione cromatica: il giallo occupa la parte inferiore delle pareti, mentre il viola risale fino a ricoprire le volte. In cucina il verde dialoga con il rosa; arancio, blu, giallo e viola ricompaiono negli arredi e negli elementi architettonici.
La scelta è importante perché definisce il modo in cui la calligrafia viene inserita negli ambienti. Marta Lagna non lavora su superfici neutre, ma dentro una composizione già estremamente caratterizzata. Il suo segno deve quindi confrontarsi con geometrie, colori e architetture forti senza diventare un semplice elemento grafico.
La risposta è affidata alla dimensione, al ritmo e alla gestualità della scrittura.
“Cute but Crazy”: la parete come manifesto
Nel living, sopra il divano, una parete diventa il punto di arrivo di una frase: “Cute but Crazy”.
La scritta è grande, materica, dipinta a mano in giallo ocra sulla superficie rosa. Le lettere hanno un andamento volutamente irregolare e alcune colature di colore rendono evidente il gesto della pittura.
È un intervento che si comporta più come un murale che come una scritta decorativa.
La frase funziona anche perché condensa in poche parole il carattere dell’appartamento: una casa elegante e progettata nei dettagli, ma allo stesso tempo ironica, colorata, fuori dagli schemi.
La calligrafia introduce quindi un elemento di linguaggio diretto dentro una composizione dominata dal colore. Non serve soltanto a comunicare una frase: costruisce un’immagine sulla parete.
Il carattere delle lettere, la scala e il rapporto con il divano e con le campiture cromatiche fanno sì che il testo venga percepito anche da lontano come una forma, quasi un disegno.



La volta a stella diventa una pagina
L’intervento più radicale si trova nella prima camera da letto.
Qui Marta Lagna lavora direttamente sulla volta a stella, uno degli elementi architettonici più caratteristici dell’edificio. La superficie interna della volta viene ricoperta da una fitta scrittura blu cobalto.
La scelta del testo non è casuale. Marta interviene con un lungo brano di José Saramago dedicato al viaggio, tratto da Viaggio in Portogallo. Il testo riflette sull’idea di continuare a guardare, tornare sui luoghi già attraversati e scoprire ciò che ancora non si era visto.
“Il viaggio non finisce mai. Solo i viaggiatori finiscono.”
Nella stanza il testo perde però la tradizionale funzione della pagina. Non viene disposto su una superficie rettangolare e non segue una normale impaginazione. La scrittura segue la volta.
Le parole si concatenano, si avvicinano e si moltiplicano fino a costruire una superficie continua. Da vicino è possibile riconoscere il testo e seguirne il movimento; allontanandosi, la scrittura diventa una trama, quasi un pattern grafico.
È questo il punto più interessante dell’intervento: un testo letterario viene trasformato in architettura visiva senza smettere di essere scrittura.
La volta non viene coperta per nasconderne la struttura. Al contrario, la calligrafia ne segue la geometria e la rende ancora più evidente. I segni riempiono le superfici interne lasciando leggibile il disegno della volta e creando un contrasto netto con l’architettura storica.
Tradizionalmente una volta salentina può diventare il supporto di decorazioni floreali, motivi ornamentali o riferimenti alla natura. Qui il repertorio cambia completamente: al posto del decoro c’è la parola.
E una camera da letto diventa così il luogo di un viaggio che si può leggere sul soffitto.

La scrittura esce dalle pareti
Il progetto non si limita alla grande scala.
Su una sedia arancione Marta Lagna dipinge a mano la parola “Guarda” in verticale, utilizzando il giallo come elemento di contrasto.
È un intervento minimo rispetto alla grande volta, ma appartiene alla stessa ricerca: trasformare un elemento funzionale in un supporto per la scrittura.
La parola non è collocata frontalmente come un’etichetta. Segue la forma dello schienale e ne accentua la verticalità. L’oggetto acquista così una nuova identità senza perdere la propria funzione.
Accanto al tavolo giallo e agli altri elementi cromatici della stanza, la sedia entra nella composizione come un piccolo pezzo unico.
La calligrafia passa quindi dall’architettura all’arredo, mantenendo lo stesso linguaggio ma cambiando scala.
Dentro le nicchie, una scrittura verticale
Un ulteriore intervento si sviluppa all’interno di una nicchia verticale dell’abitazione.
Qui la scrittura si adatta alla particolare conformazione dello spazio: le lettere seguono un andamento verticale e destrutturato, costruendo una composizione che sfrutta la profondità della nicchia e il rapporto tra fondo e pareti.
Anche in questo caso il testo non viene trattato come una semplice frase da leggere. La composizione delle lettere diventa parte dell’oggetto architettonico.
La nicchia, elemento tipico delle abitazioni storiche, viene così reinterpretata attraverso un gesto contemporaneo. La parola entra in un vuoto architettonico e lo trasforma in un punto di attenzione.
Una calligrafia progettata per il colore
Il lavoro di Marta Lagna a Canudis è costruito sul rapporto tra tre elementi: la scrittura, il colore e l’architettura.
Il blu cobalto della volta dialoga con le tonalità della camera; il giallo della scritta “Cute but Crazy” emerge dalla parete rosa; il giallo della parola “Guarda” trasforma la sedia arancione in un elemento grafico.
Non c’è quindi un unico trattamento calligrafico replicato negli ambienti. Ogni intervento nasce dalla superficie sulla quale viene realizzato.
È questa capacità di adattarsi allo spazio a rendere coerente l’intervento di Marta Lagna. La scrittura cambia funzione a seconda dell’architettura che incontra: sulla grande parete acquista una presenza quasi pittorica, mentre sulla volta segue la geometria e si trasforma in una superficie continua. Sugli elementi d’arredo e nelle nicchie, invece, interviene con maggiore precisione, diventando parte dell’identità stessa dell’oggetto e dello spazio.
È questa variazione di scala a rendere coerente il progetto: la calligrafia non ha una forma prestabilita, ma assume quella necessaria allo spazio.
Un palazzo storico, senza nostalgia
Burning Pride utilizza l’architettura storica non come scenario da conservare immutato, ma come materiale da reinterpretare.
Le volte restano riconoscibili, così come le nicchie e gli elementi costruttivi dell’edificio. A cambiare è il modo di guardarli.
Il colore rende le geometrie più nette. Gli arredi contemporanei introducono nuovi contrasti. La calligrafia porta sulle superfici una dimensione narrativa che l’architettura, da sola, non avrebbe.
È un progetto particolarmente significativo per Marta Lagna perché porta la sua ricerca fuori dal tradizionale supporto della tela e la misura con uno spazio reale, complesso e già fortemente caratterizzato.
A Canudis la calligrafia non viene appesa al progetto: viene dipinta dentro il progetto.
Una volta diventa pagina.
Una parete diventa manifesto.
Una sedia diventa un pezzo unico.
E un interno contemporaneo, costruito dentro un palazzo ottocentesco di Galatina, trova nella scrittura un modo nuovo per raccontare la propria identità.



RIEPILOGO PROGETTO
PROGETTO
Canudis — Burning Pride
CLIENTE / BRAND
CanUdis
INTERVENTO
Calligrafia murale · Volta a stella · Pattern calligrafico · Calligrafia su oggetto
ANNO
2025
LOCATION
Via Stella 16, Galatina (LECCE)
CONCEPT
La calligrafia diventa materia e trasforma l’architettura storica in uno spazio contemporaneo.