
Installazione San Francesco della Scarpa – Lecce
Giordano Bruno, la libertà di pensiero scritta su 20 metri di tela
Una tela lunga 20 metri e larga 3 si srotola dall’alto di uno degli altari monumentali di San Francesco della Scarpa, a Lecce. La scrittura di Marta Lagna attraversa la superficie bianca e rossa e scende dall’architettura verso il pavimento, trasformando lo spazio in una grande pagina contemporanea.
È la prima tela di queste dimensioni realizzata da Marta Lagna e nasce in occasione della Fiera d’Arte Messapia, manifestazione dedicata all’arte contemporanea che nel 2023 ha coinvolto diversi luoghi del centro storico di Lecce.
Tra il 24 aprile e il 7 maggio 2023, oltre sessanta artisti hanno portato pittura, scultura, installazioni e performance all’interno di alcuni degli spazi più significativi della città.
A San Francesco della Scarpa, il 27 aprile, la performance di live painting di Marta Lagna entra nel programma degli eventi della fiera. Ma l’intervento va oltre la dimensione della performance: la scrittura diventa un’installazione site-specific pensata per misurarsi con la scala e la storia dell’architettura.
Una tela che nasce dall’architettura
San Francesco della Scarpa è uno degli spazi più suggestivi del complesso dell’ex Convitto Palmieri. Una chiesa sconsacrata, definita un “gioiello senza facciata”, che conserva al suo interno la monumentalità degli altari, l’ampiezza degli spazi e la ricchezza decorativa dell’architettura storica leccese.
È proprio questa dimensione a guidare l’intervento.
La tela non viene semplicemente appesa all’interno della chiesa: si appropria dello spazio e ne segue la verticalità. Dall’alto di uno degli altari scende lungo i gradini del presbiterio, per poi distendersi nella navata.
Il tessuto diventa così una sorta di passaggio tra architettura e parola, tra la dimensione monumentale dell’edificio e quella fisica della scrittura.
Giordano Bruno entra nello spazio
Il testo scelto da Marta Lagna appartiene al primo dialogo di De l’infinito, universo e mondi di Giordano Bruno.
Non si tratta di illustrare il pensiero del filosofo, né di tradurlo attraverso un’immagine. Marta Lagna compie un’operazione diversa: porta fuori dalle pagine di un libro alcune delle sue parole e le trasforma in materia visiva.
La scrittura invade progressivamente la tela. Le parole diventano ritmo, densità, movimento.
La filosofia entra così nello spazio attraverso il gesto manuale della calligrafia.
La libertà come materia dell’opera
La scelta di Giordano Bruno è legata alla forza ancora attuale della sua figura e alla radicalità del suo pensiero.
Bruno è stato uno dei pensatori più coraggiosi della storia della filosofia occidentale, fino a rifiutare l’abiura delle proprie idee e a essere condannato al rogo nel 1600.
Marta Lagna non cerca di sintetizzare secoli di filosofia in un’immagine. Sceglie invece di lasciare parlare le parole, restituendo loro una dimensione fisica e contemporanea.
La frase scritta sulla tela non è più confinata alla pagina. Diventa un segno monumentale che il visitatore può attraversare con lo sguardo.
Scrivere 20 metri di pensiero
La scala dell’opera modifica anche il rapporto con la calligrafia.
Su una superficie lunga 20 metri, la scrittura perde la dimensione intima del foglio e acquista quella dell’installazione. Il gesto ripetuto della mano costruisce una trama continua, quasi un tessuto visivo.
Il rosso e il bianco dialogano con l’architettura e con i materiali presenti nell’altare, creando un contrasto tra la decorazione storica e la forza essenziale della tela contemporanea.
La parola diventa superficie, la superficie diventa spazio.
È qui che la calligrafia di Marta Lagna supera la funzione della scrittura per diventare una forma di arte ambientale.
Una performance che diventa installazione
L’intervento nasce all’interno della programmazione della Fiera d’Arte Messapia come performance di live painting, ma il risultato è un’opera che continua a vivere oltre il momento performativo.
Il gesto della scrittura, normalmente associato alla dimensione privata e alla pagina, viene portato davanti al pubblico e dilatato fino alla scala dell’architettura.
Il visitatore assiste così non soltanto alla realizzazione di un’opera, ma alla sua costruzione fisica: parola dopo parola, segno dopo segno, la tela prende forma nello spazio.
La scrittura come gesto di libertà
Per Marta Lagna la calligrafia è un modo per portare le parole fuori dalla loro dimensione originaria e permettere loro di incontrare nuovi luoghi.
A San Francesco della Scarpa questo principio trova una scala inedita.
La scrittura di Giordano Bruno attraversa una tela monumentale, mentre la tela attraversa l’architettura.
Un pensiero nato secoli fa torna così a occupare uno spazio contemporaneo, continuando a interrogare chi lo incontra.
L’opera non cerca una risposta. Costruisce uno spazio per una domanda: quanto può ancora essere potente una parola quando torna a essere materia?



Fiera d’Arte Messapia, Lecce
L’installazione è stata realizzata nell’ambito della Fiera d’Arte Messapia, evento dedicato all’arte contemporanea che nel 2023 ha distribuito mostre, installazioni e performance in diversi luoghi del centro storico di Lecce.
San Francesco della Scarpa ha ospitato una delle sezioni della manifestazione, insieme ad altri luoghi della città come l’ex Conservatorio Sant’Anna, Palazzo Turrisi, Galleria Maccagnani, MUST e Fondazione Palmieri.
L’intervento di Marta Lagna si inserisce in questo programma attraverso una pratica che mette in relazione arte contemporanea, scrittura e patrimonio architettonico.
La tela di 20 metri non è soltanto una grande superficie scritta. È il tentativo di far dialogare una voce filosofica del passato con un luogo storico e con il presente, usando la calligrafia come strumento di connessione.
Una pagina diventa tela. La tela diventa architettura. E le parole continuano a parlare.
RIEPILOGO PROGETTO
PROGETTO
Installazione San Francesco della Scarpa
CLIENTE / BRAND
Fiera d’Arte Messapia
INTERVENTION
Site-Specific Installation · Live Painting · Artistic Calligraphy · Contemporary Art
DIMENSIONI
20 × 3 metri
ANNO
2023
LOCATION
San Francesco della Scarpa, Lecce · Italy
CONCEPT
Una monumentale installazione calligrafica site-specific ispirata al primo dialogo di De l’infinito, universo e mondi di Giordano Bruno. Una tela di 20 metri viene scritta a mano da Marta Lagna e fatta scendere dall’altare monumentale di San Francesco della Scarpa, creando un dialogo tra filosofia, parola, arte contemporanea e architettura storica. La scrittura trasforma il testo in una superficie visiva e porta nello spazio pubblico una riflessione sulla libertà di pensiero.