
MASSERIA SECOLARIO
Salvatore Toma, la poesia del paesaggio salentino entra nella masseria
Per Masseria Secolario, Marta Lagna realizza un intervento di arte calligrafica parietale che porta all’interno dello spazio una delle voci più intense della poesia salentina: Salvatore Toma.
La parete diventa superficie di scrittura e la poesia entra in relazione con l’architettura rurale della masseria, tra soffitti in cannicciato, travi di legno e materiali naturali. Il testo scelto evoca il mare, il cielo, i rondoni e i papaveri, costruendo una dimensione sospesa che dialoga con il carattere del luogo.
Non una semplice decorazione, ma un intervento site-specific in cui letteratura, calligrafia e architettura si incontrano per restituire allo spazio una memoria profondamente salentina.
La poesia di Salvatore Toma sulla parete
Al centro dell’intervento ci sono i versi di Salvatore Toma, poeta salentino tra i più intensi e riconoscibili della seconda metà del Novecento.
“Un lontanissimo giorno mi stesi a prendere il sole a precipizio sul mare illuso di possedere il cielo e la terra. Quasi quasi m’assopivo se non c’era il garrire alto del rondone a volte urtante a volte lento come d’estate il miracolo dei papaveri.” Salvatore Toma
La poesia scelta racconta un momento apparentemente semplice: un uomo disteso al sole, sul mare, immerso nella sensazione quasi illusoria di possedere il cielo e la terra. Poi il paesaggio interrompe questa sospensione attraverso il volo e il verso del rondone, fino all’immagine finale dei papaveri.
È proprio quel rapporto tra natura, luce e percezione del tempo a rendere il testo particolarmente adatto allo spazio della masseria.
La poesia non viene semplicemente esposta.
Viene scritta direttamente sull’architettura.



Una parete diventa pagina
La composizione calligrafica occupa la parete trasformandola in una grande superficie letteraria.
Marta Lagna utilizza una scrittura di matrice onciale e gotica contemporanea, caratterizzata da lettere compatte, geometriche e fortemente strutturate. I caratteri si avvicinano e si incastrano creando un insieme quasi materico: più che una sequenza di parole, la scrittura appare come un vero blocco visivo.
La calligrafia mantiene così una doppia natura.
Da una parte resta leggibile e invita alla lettura; dall’altra costruisce un’immagine capace di funzionare anche come elemento architettonico.
La parola diventa superficie.
La superficie diventa spazio.
Ocra e oro: i colori della terra
La scelta cromatica rafforza il rapporto tra l’opera e l’architettura della masseria.
Il giallo ocra domina la composizione con una tonalità calda, terrosa e luminosa, in dialogo con i materiali naturali dell’ambiente e con la luce del Salento.
All’interno delle lettere compare un delicato intervento in oro, utilizzato per aggiungere profondità e riflessi alla scrittura senza alterarne la forza.
Ocra e oro richiamano la terra, il sole, la pietra e la dimensione rurale del paesaggio pugliese. La calligrafia non viene quindi percepita come un elemento estraneo alla stanza, ma come una presenza capace di appartenere all’architettura.
Un paesaggio scritto
Il testo di Toma porta nella sala un intero paesaggio.
Il mare, il cielo, il rondone e i papaveri non sono semplici immagini poetiche: diventano elementi attraverso cui lo spazio può essere percepito diversamente.
L’ospite entra nella stanza e incontra una poesia che chiede tempo. La dimensione monumentale della scrittura rallenta lo sguardo, mentre la densità delle lettere invita ad avvicinarsi, leggere, tornare sulle parole.
È un’esperienza diversa da quella di un’opera osservata a distanza.
Qui la poesia accompagna la permanenza.
La natura come esperienza del tempo
Nei versi di Toma la natura non è uno sfondo, ma una condizione dell’esperienza.
Il sole, il mare e il volo del rondone costruiscono un momento di sospensione, mentre il riferimento ai papaveri introduce quella dimensione stagionale e fragile che appartiene profondamente al paesaggio mediterraneo.
È questa stessa lentezza a trovare una corrispondenza nella masseria.
Un luogo dove l’architettura, i materiali e il paesaggio invitano a un rapporto meno veloce con il tempo.
La calligrafia rende visibile questa relazione: una poesia del territorio entra nello spazio e ne modifica la percezione.
La memoria del Salento entra nell’architettura
Il progetto nasce anche dal desiderio di riportare nella contemporaneità una voce letteraria profondamente legata a questa terra.
Scegliere Salvatore Toma significa portare nella masseria non un’immagine generica del Salento, ma una sua memoria culturale precisa.
La poesia diventa così parte dell’esperienza del luogo, insieme alla pietra, al legno, al cannicciato e alla luce.
Marta Lagna costruisce un intervento in cui la memoria non viene esposta come qualcosa di passato, ma riattivata attraverso la scrittura.
La parete diventa il punto d’incontro tra un poeta, un territorio e chi oggi attraversa quello spazio.
La poesia come gesto di benessere
Il benessere, in questo progetto, non viene raccontato attraverso un’immagine convenzionale di relax.
Nasce piuttosto dalla possibilità di fermarsi.
Leggere una poesia, riconoscere un paesaggio, ritrovare un’immagine conosciuta o scoprirne una nuova: sono gesti semplici che modificano il ritmo dell’esperienza.
I versi di Toma introducono nella masseria proprio questa possibilità.
Uno spazio per rallentare.
Una poesia da leggere.
Un paesaggio da ritrovare.
RIEPILOGO PROGETTO
PROGETTO
poesia di Salvatore Toma
CLIENTE / BRAND
Masseria Secolario
INTERVENTION
Artistic Calligraphy · Wall Lettering · Site-Specific Art · Interior Art
ANNO
2024
LOCATION
Masseria Secolario · Salento, Italy
CONCEPT
Un intervento di arte calligrafica site-specific che porta sulla parete di una delle sale della masseria i versi di Salvatore Toma. La scrittura, realizzata in giallo ocra con dettagli dorati e ispirata a un linguaggio onciale e gotico contemporaneo, entra in dialogo con l’architettura rurale, i materiali naturali e il paesaggio salentino, trasformando la poesia in una presenza fisica e spaziale.