
Masseria Visciglito
Due tele ereditate, la musica popolare e la memoria di una terra
Per Masseria Visciglito, Marta Lagna costruisce un intervento che mette in relazione memoria familiare, musica popolare salentina e tradizione tessile.
Al centro del progetto ci sono due grandi tele realizzate su preziosi tessuti antichi ereditati dalla madre, utilizzati come superfici per la scrittura. Su una di esse compare il testo di “Beddha ci dormi”, brano della tradizione popolare salentina particolarmente legato alla dimensione dell’amore, della passione e della sofferenza.
Il progetto nasce dall’incontro tra una memoria privata e una memoria collettiva. Il tessuto ereditato, i ricami tradizionali, la lingua della musica popolare e l’architettura della masseria diventano parti di un’unica narrazione.
La musica popolare diventa calligrafia
La prima tela è collocata sopra la testata del letto, all’interno di una delle camere della masseria.
La pietra leccese incornicia il tessuto antico, mentre la calligrafia di Marta Lagna ne attraversa la superficie riportando i versi di “Beddha ci dormi”.
La scrittura segue il ritmo della canzone e trasforma il tessuto in una sorta di pagina sospesa tra memoria e contemporaneità.
Il testo racconta l’amore nella sua forma più intensa: il desiderio, l’attesa, la distanza e quel sentimento che può diventare un fuoco capace di scaldare e, allo stesso tempo, consumare.
La calligrafia non illustra la musica, ma ne traduce il ritmo in una forma visiva.
Il fuoco della passione sulla tela
La seconda opera porta questo stesso tema su una superficie più ampia e attraverso una scrittura molto più fitta.
Le parole si accumulano creando una trama continua, quasi ossessiva, che restituisce visivamente l’intensità della musica popolare salentina.
Il gesto della mano costruisce una sequenza ritmica che richiama la ripetizione degli stornelli e il battito ipnotico del tamburello.
La frase diventa materia.
La scrittura diventa ritmo.
La calligrafia si trasforma in suono visivo.



Il ricamo delle donne salentine
Accanto alle tele compaiono piccoli capolavori del ricamo tradizionale, realizzati dalle donne salentine di un tempo.
Sono oggetti fragili e preziosi, testimonianza di un sapere domestico tramandato attraverso generazioni di mani pazienti e sapienti.
I ricami non vengono presentati come semplici elementi decorativi. Appesi direttamente alla trave portante della stanza, vengono lasciati liberi di muoversi con l’aria.
Lo scirocco attraversa gli ambienti, spalanca le porte e porta dentro la stanza il paesaggio salentino.
I piccoli ricami diventano così sculture d’aria, leggere e mobili, capaci di mettere in relazione l’interno della masseria con il territorio che la circonda.
Memoria privata e memoria collettiva
Il progetto riunisce differenti forme di memoria.
Il tessuto ereditato dalla madre appartiene alla storia personale. I ricami appartengono invece a una cultura artigianale condivisa. La musica popolare porta con sé una memoria ancora più ampia, legata alla lingua, ai sentimenti e alla storia del Salento.
È proprio nelle masserie che queste dimensioni possono incontrarsi.
Architetture autonome e profondamente legate al territorio, le masserie custodiscono racconti, gesti e tracce di vita che il tempo non cancella completamente. La loro forza sta anche nella capacità di riattivare memorie attraverso la materia: una pietra, un tessuto, un oggetto, una canzone.
A Masseria Visciglito, la calligrafia entra in questo sistema di segni senza sovrapporsi ad esso.
Lo interpreta.
La serenata scritta sopra il letto
Il secondo pannello calligrafico sopra il letto è il cuore più intimo dell’intervento. Realizzato su un antico tessuto ereditato dalla madre, porta sulla superficie una parte di “Beddha ci dormi”, tra le più note e struggenti espressioni della tradizione musicale salentina.
La scelta del testo introduce nella stanza una vera e propria serenata d’amore: le parole raccontano l’innamorato che, rimasto fuori dalla casa, invoca la donna che dorme e ne attende i sospiri. La calligrafia crea così un cortocircuito tra la narrazione della canzone e lo spazio reale: quei versi vengono scritti proprio sopra il letto, accanto ai cuscini, trasformando l’architettura della stanza nel luogo stesso della storia raccontata.
Anche il supporto diventa parte del significato. Non una superficie neutra, ma un tessuto antico e prezioso, ereditato, sul quale la scrittura trasferisce una memoria privata dentro una narrazione collettiva. La serenata popolare e la storia familiare si incontrano così in un unico oggetto.
Il corsivo fluido della calligrafia dialoga con la matericità della pietra calcarea a vista e con la luce calda della stanza. Il tessuto, la pietra e la scrittura costruiscono un’immagine sospesa tra opera d’arte e elemento d’arredo: una presenza discreta, pensata per essere scoperta lentamente, proprio come una storia tramandata.
La pizzica, la taranta e una terra che vibra
La musica popolare salentina ha con il territorio un rapporto viscerale.
La pizzica e la taranta attraversano da secoli l’immaginario del Salento con una forza capace di tenere insieme emozioni opposte: amore e dolore, desiderio e mancanza, passione e tormento.
Sono musiche che scuotono e che, attraverso parole e stornelli, hanno trasmesso storie e sentimenti da una generazione all’altra.
Nel progetto di Marta Lagna, questa energia passa dalla musica alla scrittura.
Le parole della canzone diventano segno, il segno diventa superficie e la superficie entra nell’architettura.
A vibrare non sono soltanto le lettere, ma emozioni e ricordi.

La masseria come spazio di memoria
L’intervento non nasce quindi come semplice decorazione degli ambienti.
Marta Lagna lavora sulla possibilità di far emergere ciò che appartiene già al luogo, costruendo una relazione tra la storia della masseria e la memoria culturale del territorio.
Il tessuto antico, la pietra, il ricamo, la musica e la calligrafia condividono una stessa idea di tempo: una dimensione lenta, fatta di gesti ripetuti, materiali che invecchiano e conoscenze che passano da una generazione all’altra.
La tradizione non viene ricostruita come immagine nostalgica.
Torna a vivere attraverso nuovi gesti.
Un abbraccio dal passato al presente
I lavori realizzati per Masseria Visciglito diventano così un omaggio al Salento e alla sua capacità di conservare la memoria attraverso la materia.
Le due tele non sono semplici elementi d’arredo, ma installazioni di arte calligrafica e tessile in cui una storia familiare incontra quella di una comunità.
La scrittura porta la musica dentro lo spazio.
I ricami riportano il gesto artigianale nel presente.
L’architettura custodisce entrambe.
E quando lo scirocco attraversa la stanza e muove lentamente i ricami appesi alla trave, passato e presente sembrano incontrarsi per un istante.
RIEPILOGO PROGETTO
PROGETTO
Beddha ci dormi
CLIENTE / BRAND
Masseria Visciglito
INTERVENTION
Artistic Calligraphy · Textile Art · Interior Art · Site-Specific Installation
ANNO
2025
LOCATION
Masseria Visciglito · Salento, Italy
CONCEPT
Un intervento di arte calligrafica e tessile che mette in relazione memoria familiare e memoria collettiva attraverso due tele realizzate su tessuti antichi ereditati dalla madre, la scrittura di un brano della tradizione musicale salentina e piccoli ricami artigianali. Il progetto integra calligrafia, tessuto e architettura, trasformando la memoria del territorio in un’esperienza contemporanea all’interno della masseria.