
Gaggia Open House
La customizzazione della Classic GT alla Milano Design Week 2025
In occasione della Milano Design Week 2025, Gaggia ha scelto di presentare la nuova Classic GT attraverso un progetto che andasse oltre il semplice lancio di prodotto. Negli spazi della galleria Eroici Furori, nel cuore di Porta Venezia, Gaggia Open House ha riunito per cinque giorni design, arte, cultura del caffè e sperimentazione, trasformando la presentazione della nuova macchina in un’esperienza aperta al pubblico.
La scelta del quartiere non è casuale. È proprio a Porta Venezia che, negli anni Trenta, Achille Gaggia sviluppò e brevettò il sistema Lampo, un’innovazione destinata a cambiare per sempre il modo di preparare l’espresso e a diventare parte della storia del caffè italiano.
La Classic GT, erede contemporanea di questa storia, è stata così presentata attraverso una serie di interpretazioni artistiche che ne hanno messo in evidenza un’altra possibilità: quella di diventare un oggetto capace di esprimere identità, personalità e creatività.
Tre modi di interpretare un oggetto
Per raccontare questa dimensione, Gaggia ha coinvolto tre artisti italiani — Eugenio Filippi, Luca Font e Marta Lagna — invitandoli a intervenire direttamente sulla Classic GT durante tre performance live.
Lo stesso oggetto è diventato così il punto di partenza per tre linguaggi differenti.
Filippi ha lavorato sulla dimensione plastica e tridimensionale, Font sulla sintesi grafica e sul rapporto tra segno e superficie, mentre Marta Lagna ha portato sulla macchina il linguaggio che caratterizza da sempre la sua ricerca: la calligrafia.
Il confronto tra questi tre interventi ha mostrato come un prodotto industriale possa diventare una superficie aperta alla ricerca artistica, senza perdere la propria identità progettuale.
La macchina del caffè come superficie da scrivere
Per Marta Lagna la Classic GT è diventata una sorta di pagina tridimensionale.
La sua forma industriale ha offerto una superficie sulla quale costruire una composizione fatta di parole, segni, ritmo e sovrapposizioni. Non si è trattato di applicare un’immagine già definita, ma di intervenire direttamente sull’oggetto attraverso il gesto della mano.
La scrittura ha iniziato così a seguire la forma della macchina, avvolgendola e modificandone progressivamente la percezione.
Le parole si susseguono con dimensioni e intensità differenti. Alcune rimangono leggibili, altre si trasformano quasi completamente in segno grafico. La calligrafia perde in parte la sua funzione tradizionale di testo per diventare una vera e propria materia visiva.
È un processo ricorrente nel lavoro di Marta Lagna: la parola non è soltanto qualcosa da leggere, ma qualcosa che può costruire una superficie, creare un ritmo e generare una presenza nello spazio.



La scelta delle parole
Alla base dell’intervento c’è anche un lavoro di ricerca sul significato.
Marta Lagna utilizza da sempre la parola come elemento progettuale e attribuisce grande importanza alla scelta dei testi e dei termini che entrano nelle sue composizioni.
Poesia e letteratura rappresentano una delle principali fonti della sua ricerca, ma la parola viene continuamente ricontestualizzata in relazione all’oggetto sul quale viene applicata.
Per Gaggia, il riferimento al rito diventa particolarmente significativo.
Il caffè appartiene alla quotidianità, ma non è un gesto qualsiasi. È un momento che si ripete, che scandisce la giornata e che può assumere ogni volta una forma diversa.
Anche la calligrafia nasce da un gesto ripetuto, dalla pratica e dalla capacità di trasformare un movimento in un segno personale.
La parola “ritual”, evidenziata in rosso all’interno della composizione, diventa così uno degli elementi centrali dell’intervento.
Nero, rosso e una nuova identità visiva
La composizione sviluppata da Marta si costruisce principalmente attraverso il contrasto tra il nero della scrittura e alcuni accenti di rosso.
Il nero crea una trama continua e avvolgente, quasi una pelle grafica che attraversa la superficie della macchina. Il rosso interviene invece come elemento di rottura, attirando lo sguardo verso alcune parole e dettagli.
Il risultato mantiene una forte essenzialità cromatica, ma acquista una presenza completamente diversa rispetto alla Classic GT originale.
La macchina rimane riconoscibile nella sua forma, nei suoi volumi e nella sua funzione, ma attraverso la calligrafia assume una nuova identità visiva, più personale e più vicina alla dimensione dell’oggetto d’autore.
Il gesto della mano
Una parte fondamentale del progetto è rappresentata dalla performance live.
La personalizzazione è avvenuta davanti al pubblico, trasformando il processo creativo in parte integrante dell’esperienza Gaggia Open House. La superficie della macchina si è costruita progressivamente attraverso il gesto dell’artista, rendendo visibile qualcosa che normalmente rimane fuori dall’immagine finale di un progetto: il tempo necessario per realizzarlo.
Ogni tratto è il risultato di una scelta e di un movimento.
La mano determina la velocità, la pressione, la direzione del segno. La ripetizione costruisce il ritmo, mentre le variazioni rendono la composizione irripetibile.
È proprio questa componente manuale a creare il rapporto più interessante con il design industriale della Classic GT.
Quando l’industriale incontra l’unico
La Classic GT nasce come prodotto industriale, progettato per essere riprodotto mantenendo precisione, funzionalità e coerenza formale.
L’intervento di Marta introduce invece l’elemento opposto: l’unicità.
La stessa macchina, attraverso la calligrafia, non può più essere semplicemente replicata. Il gesto manuale lascia una traccia personale e trasforma un prodotto seriale in un pezzo singolare.
Non è una contrapposizione tra arte e design, ma un dialogo.
La struttura progettata da Fabio Rezzonico rimane il punto di partenza; la calligrafia interviene sulla sua superficie per costruire un nuovo livello di racconto.
La funzione non cambia. Cambia il modo in cui l’oggetto viene percepito.
Il caffè è esperienza
Per Gaggia il caffè è molto più del risultato contenuto in una tazzina. È un’esperienza fatta di gesti, scelte, sensazioni e momenti da condividere. Un linguaggio quotidiano che può diventare ogni volta qualcosa di diverso.
È questo il principio di Gaggia Open House, dove la Classic GT è stata presentata attraverso tre coffee station domestiche, tra materiali, colori e differenti modalità di vivere il momento del caffè.
Degustazioni, masterclass, talk e performance hanno trasformato lo spazio in un luogo di incontro, facendo del caffè un punto di partenza per parlare di design, arte o creatività.
In questo racconto si inserisce il lavoro di Marta Lagna, che ha portato sulla Classic GT una dimensione più personale: la scrittura come gesto, espressione e tempo.
La sua calligrafia trasforma la superficie della macchina in un segno narrativo, aggiungendo all’esperienza del caffè una nuova forma di racconto.
Dalla superficie alla storia
La collaborazione con Gaggia si inserisce nel percorso di Marta Lagna come una nuova occasione per portare la calligrafia fuori dai suoi supporti tradizionali.
Nel suo lavoro la scrittura attraversa carta, tessuti, pareti, oggetti e grandi superfici, entrando in relazione con l’architettura, l’interior design, la moda e l’arte.
La Classic GT rappresenta un ulteriore passaggio di questa ricerca.
Un oggetto progettato per accompagnare un gesto quotidiano diventa una superficie sulla quale quel gesto può essere raccontato attraverso un altro linguaggio: quello della parola scritta.
La macchina da caffè diventa quindi contemporaneamente strumento, superficie e racconto.
Un oggetto quotidiano trasformato dal gesto
Il risultato della customizzazione non sta soltanto nella nuova estetica della Classic GT, ma nel rapporto che si crea tra l’oggetto e il gesto che lo ha trasformato.
È questo il valore della performance: rendere evidente che dietro una superficie finita esiste un processo, un tempo, una scelta.
Marta Lagna porta così nella Classic GT una parte essenziale della propria ricerca: l’idea che anche un oggetto quotidiano possa diventare occasione per fermarsi, osservare e attribuire un nuovo significato alle cose attraverso la parola.
Per Gaggia, il caffè è un rituale.
Per Marta, anche la scrittura lo è.
Ed è proprio nell’incontro tra questi due gesti che nasce questa interpretazione della Classic GT: un oggetto industriale che, attraverso la mano dell’artista, acquista una storia speciale.



RIEPILOGO PROGETTO
PROGETTO
Gaggia Open House
CLIENTE / BRAND
Gaggia Milano
INTERVENTO
Customizzazione artistica della Gaggia Classic GT
ANNO
2025
EVENTO
Milano Design Week · FuoriSalone 2025
DATA PERFORMANCE
8 aprile 2025
LOCATION
Eroici Furori, Via Melzo 30, Milano
TIPOLOGIA
Live Performance · Custom Artwork