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Lecce Arredo 2026

La live performance per Laura Collezioni: L’amore, amore mio di Nizar Qabbani

Una tenda può essere una superficie da attraversare con lo sguardo, un elemento che separa e filtra, ma anche uno spazio sul quale intervenire. È proprio questa possibilità a diventare il punto di partenza del progetto realizzato da Marta Lagna per Laura Collezioni in occasione di Lecce Arredo 2026: una grande tenda color rosa cipria, collocata sul fondo del padiglione, diventa la superficie sulla quale la calligrafia prende forma dal vivo.

Il testo scelto è L’amore, amore mio di Nizar Qabbani, uno dei maggiori poeti della letteratura araba contemporanea, autore che ha fatto dell’amore e della figura della donna uno dei nuclei centrali della propria ricerca poetica.

Un testo in cui l’amore non rimane un sentimento astratto, ma modifica la percezione del mondo, trasformando ciò che circonda l’io narrante: la terra, gli alberi, la pioggia, la luce, persino la scrittura.

È questa trasformazione a rendere la poesia particolarmente adatta a una superficie tessile.

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Laura Collezioni: il tessuto come progetto

Laura Collezioni è una realtà salentina specializzata nella progettazione e realizzazione di soluzioni sartoriali per gli interni. Dalle tende e dai sistemi tessili alle carte da parati, dagli imbottiti alle soluzioni per l’outdoor, fino a pergole bioclimatiche e strutture per gli spazi esterni, il progetto nasce dalla capacità di lavorare sulla misura e sulle caratteristiche specifiche di ogni ambiente.

Il tessuto, in questo approccio, non è un semplice complemento d’arredo. Può modificare la luce, la percezione dello spazio, la relazione tra interno ed esterno. Può costruire un fondale, creare una separazione, introdurre una superficie visiva.

È su questa idea di tessuto come elemento progettuale che si innesta l’intervento di Marta Lagna.

Lecce Arredo 2026

Lecce Arredo è una manifestazione dedicata al mondo dell’arredo e del progetto, punto di incontro per aziende, professionisti e operatori del settore.

Per l’edizione 2026 Laura Collezioni presenta all’interno del proprio padiglione le proprie collezioni e soluzioni per l’interior, costruendo uno spazio nel quale il tessile assume un ruolo centrale.

Sul fondo del padiglione viene collocata una grande tenda rosa cipria. Una superficie unica, continua, volutamente leggibile nella sua interezza. È qui che Marta Lagna interviene con la propria scrittura.

La tenda non viene utilizzata come un supporto neutro sul quale applicare successivamente un’immagine: la calligrafia nasce direttamente nello spazio e davanti al pubblico.

La scelta di Nizar Qabbani

L’amore, amore mio racconta un sentimento capace di modificare la percezione e lo stato delle cose.

Qabbani scrive di un amore che si espande nel mondo: è nella luna, nelle foglie, nelle piume degli uccelli, nelle gocce di pioggia. Quando l’io poetico ama, cambia anche la propria natura. Si sente “il re del tempo”, attraversa il mondo con una nuova forza e, soprattutto, si trasforma in “fluida luce”.

È questo passaggio a diventare particolarmente significativo nel progetto.

La luce è infatti uno degli elementi con cui una tenda lavora per sua stessa natura. Il tessuto la filtra, la attenua, la modifica. Il rosa cipria diventa così una sorta di campo luminoso sul quale il nero della scrittura introduce una seconda dimensione: quella della parola.

La poesia non viene semplicemente riportata sulla tenda. Il suo significato entra in relazione con il supporto che la accoglie.

L’amore, amore mio di Nizar Qabbani

L’amore, amore mio,
è una poesia graziosa scritta sulla Luna,
l’amore è disegnato su tutte le foglie degli alberi,
l’amore è inciso
sulle piume dei passeri,
sulle gocce di pioggia.

Quando amo
sento di essere il re del tempo
possiedo la terra e tutto ciò che essa contiene
e cavalco nel sole sul mio cavallo.

Quando amo
mi trasformo in fluida luce
che occhio non vede
e i versi nei miei quaderni
si trasformano in campi di mimosa e papavero.

Quando amo
acqua zampilla dalle mie mani
erba cresce sulla mia lingua
quando amo
sono tempo fuori dal tempo.

Quando amo una donna
tutti gli alberi
corrono scalzi verso di me…

La tenda come superficie calligrafica

Durante la live performance Marta Lagna porta la calligrafia fuori dalla dimensione della carta.

La grande superficie tessile modifica il gesto. Cambiano la scala, la postura, il movimento del corpo e il rapporto tra mano e segno. La scrittura deve misurarsi con una superficie verticale e ampia, diventando progressivamente un intervento spaziale.

Il nero della calligrafia attraversa il rosa cipria della tenda e costruisce un ritmo visivo fatto di parole, pause, densità e vuoti.

La scrittura mantiene la propria natura manuale, ma cambia funzione: non è più soltanto qualcosa da leggere da vicino. Diventa una presenza che si percepisce anche a distanza, parte integrante dell’ambiente.

La live performance rende visibile proprio questo processo. Il pubblico non vede soltanto il risultato finale, ma assiste alla costruzione dell’opera: il testo prende forma progressivamente, attraverso il gesto della mano.

Una poesia che diventa superficie

La scelta di scrivere su una tenda introduce anche una diversa relazione tra parola e spazio.

La pagina ha una superficie definita, delimitata. La tenda invece appartiene già all’architettura domestica: è un elemento mobile, verticale, attraversato dalla luce e in relazione diretta con lo spazio.

Intervenire su di essa significa quindi spostare la calligrafia in un territorio diverso, nel quale il segno non è semplicemente contenuto da un supporto, ma contribuisce a definirlo visivamente.

In questo senso il progetto non riguarda soltanto la scrittura di una poesia. Riguarda la possibilità di trasformare un elemento d’arredo in una superficie narrativa.

Dal gesto pubblico al dettaglio personale

Accanto alla grande tenda, il progetto si sviluppa anche attraverso elementi di scala più piccola, personalizzati con nomi e parole chiave.

È la stessa ricerca che cambia dimensione: dalla grande superficie destinata a occupare lo spazio al singolo elemento pensato per una persona.

La scrittura torna quindi a essere intima. Dopo essersi espansa sulla tenda, si concentra nel dettaglio, nel nome, nella parola scelta.

Questa doppia scala — monumentale e personale — permette alla calligrafia di attraversare l’intero progetto senza diventare un semplice motivo decorativo.

La live performance come parte dell’opera

La performance è parte integrante del progetto perché mette al centro il tempo necessario alla scrittura.

Marta Lagna non applica un’immagine già definita: costruisce il lavoro davanti al pubblico, lasciando che la composizione nasca dal movimento della mano e dalla relazione con la superficie.

Il gesto calligrafico diventa quindi anche una forma di misurazione dello spazio. Ogni parola occupa una porzione della tenda, ogni intervallo costruisce un vuoto, ogni variazione del segno modifica il ritmo complessivo.

È una scrittura che si vede mentre accade.

La parola, la luce, il tessuto

Il progetto per Laura Collezioni nasce così dall’incontro preciso di tre elementi: la parola, il tessuto e la luce.

La poesia di Qabbani parla di una trasformazione che porta l’io poetico a diventare “fluida luce”. La tenda è per sua natura un filtro della luce. La calligrafia introduce sul tessuto una traccia nera, fisica, costruita attraverso il gesto.

Il risultato non è quindi una decorazione applicata a una tenda, ma una diversa interpretazione della superficie tessile: un elemento dell’interior che può diventare supporto per un’opera, portatore di una storia e parte attiva dell’identità di uno spazio.

Con questo intervento Marta Lagna porta ancora una volta la calligrafia fuori dalla pagina e la mette in relazione con la materia, la scala e l’ambiente. La parola trova un nuovo supporto e il tessuto, da elemento funzionale, diventa una superficie da scrivere.

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RIEPILOGO PROGETTO

PROGETTO
Lecce Arredo 2026

CLIENTE / BRAND
Laura Collezioni

INTERVENTO
Live calligraphy performance su tenda in tessuto

ANNO
2026

LOCATION
Piazza Palio – Fiere Lecce

CONCEPT
Trasformare una grande superficie tessile destinata all’interior in un’opera calligrafica, portando la poesia fuori dalla pagina e nello spazio attraverso una performance dal vivo.

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